Rapporto economia Emilia-Romagna 2012

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Il 2012 è stato un anno particolarmente difficile, all’insegna della recessione e del terremoto che è andato a colpire un’area ad altissima densità di imprese.

I numeri che misurano l’andamento del sistema produttivo emiliano-romagnolo nel 2012 sono quasi tutti di segno negativo: calo reale del Pil del 2,6 per cento, leggermente superiore a quanto previsto in Italia (-2,4 per cento), per le conseguenze del sisma.

Ancora, domanda interna in sensibile diminuzione (-3,7 per cento), a causa dei concomitanti cali dei consumi delle famiglie (-3,3 per cento) e, soprattutto, degli investimenti (-7,5 per cento).

E’ il quadro che emerge dal Rapporto sull’economia regionale 2012 realizzato da Unioncamere e Regione Emilia-Romagna.

Il 2012 sarà ricordato come un anno di arretramento e le prospettive sono di segno negativo per il 2013 con ripercussioni su occupazione, tenuta delle imprese, ricchezza delle famiglie, sistema di welfare.
Solo nel 2014 si può ipotizzare una moderata ripresa.

Tutti i comparti, dal manifatturiero alle costruzioni al commercio all’agricoltura, accusano flessioni.
Positiva la presenza sui mercati esteri: secondo i dati Istat, nei primi nove mesi del 2012 l’export è ammontato a circa 37 miliardi di euro, superando del 3,6 per cento l’importo dell’analogo periodo del 2011.
La crescita dell’export tuttavia è in calo negli ultimi mesi del 2012 a causa dei contraccolpi del rallentamento degli scambi mondiali.

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