Le imprese informano: Ente Cassa di Faetano

San Marino tra Montefeltro e Malatesti. Una mostra di documenti e reperti quattrocenteschi


Un grande evento commemorativo per ricordare ed approfondire una tappa storica di importanza fondamentale per l’affermazione della Repubblica di San Marino e per gli equilibri di potere tra le signorie dei Montefeltro e dei Malatesta.

San Marino 1463. Nel 550° anniversario dei Patti di Fossombrone” è un progetto promosso dall’Ente Cassa di Faetano – fondazione della Banca di San Marino – con il coordinamento scientifico della Società di studi storici per il Montefeltro e si svolge sotto l’alto patrocinio degli Ecc.mi Capitani Reggenti, e con il patrocinio della Segreterie di Stato per gli Affari Esteri, per le Finanze e per la Cultura.

Dopo il successo del convegno del 30 novembre è ora aperta presso Villa Manzoni la mostra San Marino tra Montefeltro e Malatesti.

Il tempo del cosiddetto “Trattato di Fossombrone” (1462-1463), e tutta la seconda metà del Quattrocento, corrisponde ad uno dei più felici momenti culturali per l’Italia intera e soprattutto per l’area centro-adriatica.
Qui infatti, già dagli ultimi anni del quinto decennio del secolo XV, si assiste all’affermarsi del fenomeno rinascimentale che, sul versante artistico, vede la creazione di sublimi monumenti quali il Tempio Malatestiano di Rimini ed il Palazzo ducale di Urbino.
Due opere nate in concorrenza l’una rispetto all’altra, quali simboli dell’affermarsi dei Malatesti ed i Montefeltro, signorie da sempre in guerra l’una contro l’altra. Una guerra che non si consuma soltanto sui campi di battaglia, ma anche nell’accaparrarsi i favori dei maggiori artisti del tempo: architetti come Leon Battista Alberti, Luciano Laurana e Francesco di Giorgio Martini; scultori come Agostino di Duccio, Luca della Robbia, Michele Greco o Ambrogio Barocci; pittori come Piero della Francesca, Domenico Ghirlandaio o Giovanni Bellini.
Ed insieme a loro – che sono fra i più eccellenti d’Italia – uno stuolo di artisti meno conosciuti che hanno lasciato notevoli tracce in tutto il territorio fra Marche, Romagna e Adriatico.
Così il Montefeltro in primis, l’entroterra riminese e quindi San Marino, dove pero le tracce sono più rare, ma non per questo meno eloquenti.

Curata da Alessandro Marchi – storico dell’arte e presidente della Società di studi storici per il Montefeltro – la mostra porta a San Marino fino all’8 marzo 2014 una raccolta di documenti originali ed una selezione di opere d’arte che vuole evocare il clima culturale di questo tempo, contrastato ma per molti versi felice.
Sono testimonianze spesso araldiche e di cultura materiale, che esemplificano efficacemente un’epoca ed un momento, appunto quello in cui la terra di San Marino venne con più forza ad emergere e affermarsi.
I documenti in mostra – che riguardano appunto i Patti di Fossombrone – escono per la prima volta dall’Archivio di Stato, e comprendono sia le “brevi” – messaggi ad altissima priorità inviati dalla Santa Sede – che le “bolle”, tra cui quella (bellissima) con cui Pio II ratificò i Patti nel 1463.
Tra i reperti alcune pregevoli opere e manufatti provenienti da musei e gallerie private sammarinesi, marchigiani e romagnoli, dipinti, ceramiche e altri oggetti su cui spicca un pezzo importantissimo: un rilievo in marmo proveniente dalla bottega di Donatello che ritrae una Madonna col Bambino (detta Madonna Piccolomini) commissionata proprio da Papa Pio II, il protagonista dei Patti di Fossombrone.
“Questo grande progetto – ha dichiarato Maurizio Zanotti, Presidente dell’Ente Cassa di Faetano – rappresenta la punta di diamante del nostro impegno sul fronte del recupero e della valorizzazione del patrimonio storico sammarinese, come confermato anche dal supporto delle nostre istituzioni, in primis quella della Reggenza.
Siamo convinti che non esista uno sviluppo che prescinda dalla conoscenza della propria storia e siamo certi che questa bella mostra sarà un contributo prezioso in questo senso.”


La mostra San Marino tra Montefeltro e Malatesti è aperta presso Villa Manzoni (via 3 settembre n° 254 – Repubblica di San Marino) fino all’8 marzo 2014; l’ingresso è libero ed è ‘possibile visitarla tutti i venerdì, sabato e domenica dalle ore 15.00 alle 18.00.
E’ anche possibile approfittare della visita per esplorare Villa Manzoni, antica residenza della famiglia Manzoni Borghesi restaurata dall’Ente Cassa di Faetano e divenuta oggi un centro per eventi culturali ed artistici.

SAN MARINO TRA MONTEFELTRO E MALATESTI
Mostra di opere e reperti quattrocenteschi
Curatore: Alessandro Marchi
Aperta fino all’8 marzo 2014
tutti i venerdì, sabato e domenica dalle 15.00 alle 18.00
presso Villa Manzoni, via 3 settembre 254, Dogana Repubblica di San Marino
Ingresso libero

***************************
I PATTI DI FOSSOMBRONE IN SINTESI
Il 21 settembre 1462, a Fossombrone, una deputazione di sammarinesi (fra essi Marino Calcigni) firma un protocollo di “patti” con il Cardinale di Teano, Legato del Romano Pontefice, promettendo al Papa fedeltà e ubbidienza nella guerra contro Sigismondo Pandolfo Malatesta.
I patti prevedono, in caso di vittoria, l’annessione al territorio della Comunità sammarinese dei Castelli di Fiorentino, Montegiardino, Serravalle.
Due giorni più tardi, il 23 settembre, Pio II Piccolomini ratifica l’accordo con un Breve, e l’anno seguente, il 27 giugno 1463, emette la Bolla “Comunitati et hominibus Terrae Sancti Marini” con cui ratifica la concessione dei tre castelli che aveva promesso. Ad essi si aggiunge spontaneamente – prima fedele a Sigismondo – il castello di Faetano, che pure giura fedeltà alla Chiesa e obbedienza alla Comunità di San Marino. Con l’annessione dei quattro Castelli il territorio sammarinese vede più che raddoppiata la propria superficie, che non subisce nei secoli successivi sostanziali variazioni confinarie.